Gary Hartstein per tantissimi anni è stato il medico per la Formula 1 della Fia e conosce molto bene Michael Schumacher. Lui era stato l’unico, subito dopo l’incidente sugli sci Meribel, in Alta Savoia, ad inquadrare la gravità della situazione. Ora, dopo settimane e settimane di silenzio sia da parte della famiglia che da parte di Sabine Kehm, la portavoce dell’ex pilota tedesco, l’anestesista statunitense torna a parlare. E le sue parole sono taglienti come una spada:

Temo, e ne sono quasi certo, che non avremo mai più buone notizie sullo stato di salute di Michael Schumacher.

Ha scritto Hartstein sul proprio blog. Il sette volte campione del Mondo è ricoverato in stato comatoso dal 30 dicembre 2013 nell’ospedale di Grenoble.

Non ho alcuna informazione diretta – ha voluto precisare – ma ritengo che, se ci fossero buone notizie, saremmo stati informati. Non avrebbe senso non dare buone notizie ai fan, se ci fossero. Le possibilità di risveglio diminuiscono con il passare delle settimane e diventano minime dopo sei mesi: nessuna persona in stato vegetativo per tutto questo tempo può riprendere conoscenza.

D’altronde le statistiche sono proprio queste:

Solo il 30% delle persone che hanno recuperato da un coma indotto ha poi potuto ricominciare una vita normale

Ha detto un esperto di una clinica neuro-riabilitazione in Germania al “Mundo Deportivo”.

Il 50% dei pazienti, invece, ha riportato problemi più o meno seri, mentre il 20% è stato costretto a combattere con gravi disabilità. In questo 20% sono comprese quelle persone che hanno sofferto una fase di coma lunga più di 6 mesi.

E Schumi rientra proprio tra questi, visto che è entrato nel sesto mese di coma indotto, Tutti incrociano le dita, ma il tempo, questa volta, sembra essere contro colui che per tutta la vita lo ha rincorso per migliorarlo in pista.